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Il riutilizzo non industriale
di Pietro Luppi
Riciclaggio, compostaggio, termovalorizzazione,
discarica…fra tutte le possibili
destinazioni degli scarti l’unica della quale non si parla, nel
bene o
nel male, è la possibilità del riutilizzo non industriale( di seguito
abbreviato RNI). Eppure riusare o recuperare i materiali così come sono,
senza nessun trattamento industriale, è palesemente la pratica più
ecologica e conveniente. Se è così, come mai di questa soluzione non si
parla e l’RNI sembra dover
rimanere una pratica riservata a poche frazioni di rifiuto, come ad
esempio gli inerti o i vestiti in buono stato? Le potenzialità del RNI
non vengono neanche valutate: le categorie che classificano i flussi di
scarti sono stabilite solo in base ai materiali o a caratteristiche
generiche. Per ora i rifiuti sono considerati ingombranti o inerti,
legnosi o ferrosi, e via dicendo. Per quantificare le possibilità del RNI
gli scarti dovrebbero essere invece classificati, semplicemente, come
armadi, comodini, barattoli, lattine, lavatrici, frigoriferi o reti da
materasso. Ogni giorno nel Lazio tonnellate di materiale immediatamente
riutilizzabile viene smaltito in discarica, producendo un notevole costo
ambientale ed economico. Per questo materiale uno sbocco alternativo alla
discarica non è difficile da immaginare: nella nostra regione esiste un
fiorente mercato dell’usato,
composto da rigattieri e da soggetti in franchising,
da operatori autorizzati o abusivi che lavorano nei numerosi mercatini. Se questo
settore fosse implementato nel piano di riduzione dei rifiuti, non solo
si annullerebbe l'impatto ambientale dovuto allo smaltimento in discarica
di una grande quantità di materiale, ma si riuscirebbero anche ad
ottenere guadagni lì dove ora esistono solo costi. Anche il riciclaggio
industriale può rappresentare un guadagno, ma il materiale trattato per
essere avviato a riciclaggio ha in sé stesso un valore molto minore
rispetto allo stesso materiale quando questo compone un prodotto finito
che può essere immediatamente(o quasi) rimesso in circolazione. Inoltre i
processi di trattamento e riciclaggio hanno un forte impatto ambientale.
Spesso il riciclaggio industriale è l’unica soluzione praticabile ma tutte le volte che è possibile
occorre dare priorità assoluta al RNI. I guadagni ottenuti dalla vendita
sistematica e all’ingrosso di materiali
riusabili agli operatori dell’ usato
potrebbero facilmente raggiungere una consistenza tale da consentire la
riduzione della tariffa dei rifiuti, che pesa sempre più sull'economia
delle famiglie. Per la realizzazione di questa politica
la buona salute del settore dell’usato è indispensabile, e quindi bisognerebbe incentivarlo.
Ma in molti casi, come a Roma, si fa esattamente il contrario: molti
operatori rischiano quotidianamente il fallimento perché ,nonostante chiedano a gran voce di essere
regolarizzati, sono costretti all'abusività e
sono esposti a multe salatissime, che a volte non riescono a pagare. Le
possibilità del riutilizzo non industriale non si riducono solo al
settore dell’usato tradizionale, che rimette
in circolazione solo cose immediatamente riusabili o facilmente
restaurabili, mantenendo la funzione d’uso originaria: una grande quantità
di scarti può essere recuperata in settori di avanguardia, come la bioedilizia, o dalle industrie che hanno interesse a
riutilizzare componenti dei loro prodotti, oppure dai molteplici soggetti
economici che impiegano gli scarti in attività sperimentali come il riassemblaggio di computers
o la realizzazione di accessori e di opere artigianali e artistiche.
Alcuni prototipi già esistenti di oggetti
realizzabili recuperando scarti non hanno la possibilità di essere
prodotti in scala solo perché ancora non esiste un rifornimento
sistematico della tipologia di scarto necessaria alla loro costruzione.
Introdurre il RNI come priorità(non solo sulla carta)significa quindi
entrare in sinergia con tutti i soggetti capaci di assorbire un'offerta
di scarti, utilizzare manodopera specializzata per lo smistamento, il
restauro e lo smontaggio , immaginare sistemi di
raccolta più accurati ,creare depositi ad hoc per stoccare e distribuire
le merci. Si tratta di un processo innovativo ma semplice che aspetta
solo un atto di buona volontà per essere avviato.
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