Le frequenti “visite” notturne al CARD (Centro Autorizzato Raccolta Differenziata) di Conegliano Veneto (TV), hanno spinto l'amministrazione comunale a pensare di rialzare di due metri il muro perimetrale dell'eco-centro.
Secondo l'assessore all'ecologia del comune trevigiano, Claudio Toppan, gli autori delle intrusioni sarebbero i rivenditori di pezzi usati che "Smontano i pezzi che possono essere riutilizzati, per venderli in veri e propri mercati clandestini che sono organizzati nei fine settimana. Sono quasi tutti stranieri, come mi hanno precisato gli utenti del Card".
La notizia ha suscitato un acceso dibattito in rete facendo emergere posizioni molto diverse tra loro. I sostenitori di coloro che sono stati ribattezzati “novelli Robin Hood dell'ambiente”, tendono a sottolineare la valenza ambientale e sociale del gesto: molti di quei beni e oggetti “finiscono in discarica, mentre ora sono a disposizione di gente meno abbiente che non avrebbe potuto permettersi l'acquisto di un bene nuovo. La riparazione di un bene evita che venga buttato trasformandolo in rifiuto”, sostengono.
Dall'altro c'è chi fa notare, leggi alla mano, che si tratta sempre e comunque di un atto illecito e che come tale va perseguito: “ben venga il muro per evitare questi furti”.
All'interno del Card, in località Campolongo, così come in molti eco-centri italiani, vengono conferiti, dai privati cittadini, quei beni e quegli oggetti di cui hanno la necessità o l'obbligo di disfarsi: ingombranti, beni durevoli, legnosi, oli vegetali e minerali esausti, farmaci, pile, batterie, contenitori di rifiuti tossici e/o infiammabili, ferro etc.
Secondo gli studi dell'Occhio del Riciclone all'interno di questi centri sono presenti beni e oggetti che per il 30 e il 60% dei casi, dopo la loro “preparazione per il riutilizzo” (igienizzazione e riparazione, qualora necessaria) potrebbero vivere una seconda vita, in altre mani.
A garantire l'allungamento del ciclo di vita di questi beni è quel variegato esercito composto da venditori ambulanti, raccoglitori e venditori di origine straniera, rigattieri e negozianti in conto terzi dell'usato.
Secondo Occhio del Riciclone regolamentare l'accesso ai beni riutilizzabili presenti nei centri di raccolta per destinarli al settore dell'usato permetterebbe:
a) un forte incremento del Riutilizzo
b) la sua emersione dall'informalità in cui oggi è relegato
c) la crescita e lo sviluppo del settore grazie al puntuale approvvigionamento
G.B.




