Hi-tox Reload. E’ il titolo dell’inchiesta presentata da Greenpeace che denuncia il mal funzionamento del decreto “1 contro 1”, per il ritiro dei RAEE, le apparecchiature elettriche ed elettroniche dismesse dai cittadini privati.
Il decreto 65/2010, entrato in vigore lo scorso marzo e diventato operativo il 18 giugno 2010, si sta dimostrando non efficace. La normativa prevede il ritiro gratuito da parte dei commercianti della vecchia apparecchiatura dismessa dai privati, a fronte della consegna di un apparecchio nuovo dello stesso tipo.
Gli attivisti di Greenpeace hanno voluto testare con mano l’operatività del decreto. Alcuni di loro si sono finti comuni clienti in cerca di un computer, un frigorifero o un televisore, ed hanno contattato molti rivenditori nelle città di Milano, Roma e Napoli. E’ emerso come il 75 % dei negozianti intervistati si sono dimostrati non in regola con la nuova normativa: alcuni rivenditori hanno la consuetudine di maggiorare il costo del prodotto, in modo da coprire le spese del servizio di ritiro del vecchio (che dovrebbe essere gratuito per legge); in altri casi la consegna del nuovo prodotto e il ritiro del vecchio hanno prezzi distinti e vengono svolti solo dietro pagamento.
Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento, ha commentato: “A eccezione di Milano, dove il ritiro è partito gratuitamente, a Roma e Napoli sembra regnare la discrezionalità del rivenditore piuttosto che il rispetto della legge. Eppure l’obbligo del ritiro gratuito “uno contro uno” è in vigore da 5 anni, sebbene l’obbligo effettivo sia arrivato solo ora con il decreto Semplificazioni. C’era tutto il tempo per adeguarsi! Pagare due volte è una beffa”. Polidori ha continuato dicendo che Greenpeace sta verificando “se presentare un esposto alle autorità competenti. Ma è la gestione dei nostri rifiuti elettronici che deve migliorare. Sono scarti pericolosi e in rapido aumento che richiedono una particolare attenzione”, ha concluso la responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace.
M.C.




