Secondo la Fao, “I costi del trasporto, dell'imballaggio e della refrigerazione, il cattivo stato delle strade rurali, e le perdite durante gli spostamenti incidono sui prezzi e sono responsabili della minore disponibilità di frutta e verdura sui mercati urbani”, ed è proprio sulla mitigazione di questi elementi che la Fao invita a puntare attraverso progetti di agricoltura urbana che stanno cominciando a dare i primi frutti.
“Dalle brulicanti città dell'Africa occidentale e centrale, ai barrios a basso reddito di Managua, Caracas e Bogotà, la Fao ha aiutato i governi a promuovere orti irrigati nelle periferie urbane, semplici mini-colture idroponiche in slum di grandi città, e tetti verdi nei centri di città densamente popolate”, si legge nel comunicato dell'Agenzia dell’Onu.
Dal 2000 ad oggi i governi di 20 paesi hanno chiesto l'assistenza della Fao per fornire incentivi e formare gli orticultori urbani a basso reddito. “Attraverso la fornitura di sementi, attrezzi e l’avvio di migliaia di orti scolastici - secondo la Fao - più di 130 milioni di persone in Africa e circa 230 milioni in America Latina sono già coinvolte nell'agricoltura urbana”.
“La sfida è far cambiar rotta all'urbanizzazione dalla strada insostenibile intrapresa, promuovendo città più verdi che offrano agli abitanti opportunità, possibilità di scelta e speranza”, conclude la Fao nel suo comunicato.
G.B.




