"La mortalità umana cresce del 3% per ogni grado di aumento della temperatura terrestre" – ha affermato Roberto Romizi, presidente di ISDE Italia. L'aumento degli eventi meteorologici estremi quali le ondate di calore come quella verificatasi nell’agosto 2003 che causò in Europa oltre 52.000 morti rischiano di diventare sempre più frequenti. "E chi a Cancun lavora contro un nuovo Accordo vincolante per la riduzione delle emissioni – ha sottolineato Domenico Belli, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace - è semplicemente complice di queste stragi".
Dai dati emerge inoltre "l'aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera che cresce al ritmo di 1,9 ppm/anno rischiando di raggiungere in circa trenta anni la soglia delle 450 ppm", limite fissato a Copenaghen per contenerne gli effetti disatrosi sulla salute umana. "L’interazione tra aumento di temperatura e inquinamento dell’aria sta inoltre aggravando l’incidenza di allergie e malattie respiratorie specie nelle fasce della popolazione più esposte, quali bambini e anziani".
Lo studio sottolinea il mutamento della geografia delle malattie infettive e delle parassitosi evidenziato dalla comparsa di vettori come la zanzara tigre nelle zone climatiche temperate che ha già provocato la trasmissione di malattie infettive.
La biodiversità è considerata un’altra vittima dell'aumento della temperatura: solo in Italia negli ultimi 25 anni si sono dimezzate le specie degli uccelli tipici dell’ambiente agricolo. "Di fatto,- si sostiene nel rapporto - siamo già in un periodo di “estinzioni di massa”, come quello che portò alla fine dell’epoca dei dinosauri nel giurassico".
G.B.




