Si è conclusa il 29 Gennaio la decima riunione mondiale dei movimenti sociali a Porto Alegre, in Brasile. Al Forum Sociale Mondiale (FSM) hanno partecipato attivisti da 39 paesi del mondo, di cui il 60% donne, per discutere degli obiettivi dei movimenti sociali per i prossimi anni. Al centro dell’agenda la discussione sulla povertà e i cambiamenti climatici.
Con questo decimo appuntamento si è dato il via ad un anno ricco di mobilitazioni che percorreranno tutto il Pianeta: sono ben 27 le iniziative programmate e che avranno al centro la crisi economica, sociale ed ambientale.
Si parte con le mobilitazioni contro il climate change in programma a Bonn, in occasione della conferenza preparatoria per il Cop16, e a Cancun, per il controvertice sul clima – in concomitanza col summit dei grandi del pianeta –, per giungere al FSM di Dakar nel 2011.
L’incontro annuale dei movimenti sociali è considerato come uno strumento fondamentale per fare rete tra i vari attori impegnati nella critica al sistema economico attuale e per un nuovo modello economico, sociale ed ambientale.
Secondo il giornalista francese Bernard Cassen, presidente onorario di ATTAC Francia, e tra i fondatori europei del FSM, “in questi dieci anni si è abbandonato l’iniziale termine antiglobalizzazione a favore di quello altermondialismo, cioè si è passati dal semplice rifiuto alla proposta. Oggi potremmo dire di essere in una nuova fase: quella post-altermondialismo" – ha proseguito Cassen.
“Ovvero la ricerca di nuove forme di articolazione tra i movimenti sociali, le forze politiche e i governi progressisti come quelli al potere oggi in vari paesi dell'America Latina, come Bolivia, Ecuador, Venezuela”.
E proprio da quei paesi è arrivato l’invito a mettere al centro degli obbiettivi del FSM la preparazione di un nuovo incontro dei popoli sul clima da tenersi il 22 aprile, Giornata internazionale della Madre Terra.
M.C.




