Da uno studio della Commissione Europea arriva la proposta di istituire un organismo preposto al controllo dell’applicazione della normativa comunitaria in materia di rifiuti.
Diverse ispezioni eseguite in collaborazione con Impel – il network europeo dei funzionari competenti in materia ambientale – negli Stati membri hanno messo in evidenza gli illeciti più diffusi in materia. “
Sono state effettuate oltre 10 000 ispezioni su trasporti e diverse centinaia di ispezioni in imprese. In totale hanno partecipato alle azioni congiunte di controllo dell'applicazione 22 Stati membri e numerosi paesi confinanti. Nel 19% circa dei casi di trasporti contenenti rifiuti gli ispettori hanno riscontrato che le spedizioni erano illegali. La maggior parte dei casi riguardava esportazioni illegali dai paesi dell'UE verso l'Africa e l'Asia in violazione del divieto di esportazione dei rifiuti pericolosi o degli obblighi di informazione per l'esportazione di rifiuti "verdi” non pericolosi”, si afferma nello studio.
Se si pensa che ogni anno nell’UE la produzione di rifiuti ammonta a 2,6 miliardi di tonnellate, di cui 90 milioni circa sono pericolosi, la situazione non può che preoccupare. Le ispezioni fin’ora effettuate hanno inoltre riscontrato che sono numerose le discariche che non soddisfano le norme comunitarie, e che diversi Stati membri non dispongono ancora delle infrastrutture di base per il trattamento dei rifiuti.
L’organismo di controllo proposto avrebbe, quindi, la funzione principale di assicurare la corretta applicazione delle leggi europee. Nello studio si legge che i suoi compiti saranno: “esami dei sistemi di applicazione delle norme negli Stati membri, controlli coordinati e attività di ispezione. Ad essa sarebbe associato uno specifico organismo europeo responsabile delle ispezioni e dei controlli diretti di infrastrutture e siti in casi di inadempienza grave.”
16 milioni di euro o poco più è il costo annuale stimato per la realizzazione di questo sistema. Le ricadute positive dell’attivazione di questa agenzia sarebbero soprattutto ambientali: “l’attuazione della normativa UE sui rifiuti ridurrebbe le emissioni di gas a effetto serra, compreso il metano prodotto dalle discariche, di quasi 200 milioni di tonnellate di CO 2 all'anno. A questi bisogna aggiungere: condizioni di concorrenza per le imprese europee più eque, maggiori opportunità per l'innovazione e maggiore disponibilità di materie prime seconde”.
Il Commissario UE per l’ambiente, Stavros Dimas ha sottolineato che “Il rispetto della normativa UE è fondamentale se vogliamo conseguire l’obiettivo principale della legislazione sui rifiuti, ossia proteggere la salute dei cittadini europei e preservare l’ambiente.”
M.C.




