Uno studio dell’Università delle Hawaii ha individuato la presenza di un' isola galleggiante composta da rifiuti prevalentemente di materiale plastico, anche nell’Oceano Atlantico.
La ormai tristemente famosa Pacific Trash Vortex – l’ammasso di spazzatura, delle stesse dimensioni del Texas, che galleggia nelle acque dell’Oceano Pacifico, al largo degli USA tra le Hawaii e la California – ha una sorella nel bel mezzo dell’Atlantico.
L' oceanografa Kara Lavender Law, dell’Associazione Sea Education del Massachussets, insieme ad un team di ricercatori e studenti del Sea Education Association (SEA), in collaborazione con la Woods Hole Oceanographic Institution e l'Università delle Hawaii, ha condotto una ricerca durata 22 anni.
“Più della metà dei campionamenti condotti – su un totale di 6.100 - nell'area dei Caraibi e dell'Atlantico settentrionale ha rivelato la presenza di pezzi di plastica galleggianti sulla superficie dell'acqua. Per la maggior parte sono resti di bottiglie e buste di plastica, frammenti della grandezza fino a 1 cm di diametro”.
La plastica, infatti, si fotodegrada: si riduce in particelle sempre più piccole, e per questo sempre più tossiche e pericolose per la salute della fauna marina. Pesci, molluschi, uccelli e mammiferi ingeriscono materie plastiche scambiandole per cibo, rischiando la morte per soffocamento o per contatto con le tossine e con le componenti chimiche rilasciate dalla plastica.
Secondo Kara Lavender Law, “Dal Pacifico all’Atlantico, gli Oceani sono divenute discariche a cielo aperto ignorate dai più. A rischio sono la biodiversità e la sopravvivenza stessa degli ecosistemi marini”.
M.C.




