L’Italia conquista il secondo posto nella classifica europea dei Paesi con più energia solare prodotta. Ma sul futuro del settore incombe la scure dei tagli agli incentivi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) ha fatto sapere che “con la quota di 1 GW il Bel Paese rincorre solo la Germania (che ha installato una potenza di 9-10 GW)”.
Il titolare del Ministero, Claudio Scajola, ha dichiarato che "Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009 questo nuovo traguardo e' molto significativo per la nostra strategia energetica e, al tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale".
“Questa – secondo il Ministro- è una conseguenza diretta del sistema italiano d’incentivi statali, regolati dal cosiddetto “Conto Energia".
Secondo i dati del MSE "Nel 2005 gli impianti incentivati erano pari ad una potenza complessiva installata di 165 MW, nel 2007 si è passati al finanziamento di altri 835 MW. Lo scorso anno si sono aggiunti 574 MW prodotti tramite energia solare".
Nel settore del fotovoltaico attualmente sono attive circa 1.000 imprese, con un fatturato complessivo di almeno 2,5 miliardi di euro per il 2009 e con più di 20 mila occupati.
A preoccupare l'Associazione Nazionale dell'Industria Solare Fotovoltaica (Assosolare) è però il futuro. L'ultima bozza di decreto sul "Conto Energia" parla di tagli pesanti agli incentivi già a partire dal 2011, e il rinvio del confronto con le parti, inizialmente previsto per il 24 febbraio scorso, hanno destato molte perplessità, tanto da spingere Assosolare a parlare di «rischio paralisi per il settore».
Secondo il direttore di First Solar Italia (uno dei maggiori produttori di pannelli solari) "si potrebbe creare un significativo rischio per lo sviluppo del settore fotovoltaico in Italia, con un impatto negativo sulla possibilità per l'Italia di soddisfare i propri impegni circa l'impiego di energie rinnovabili per il 2020".
M.C.




