Il fotografo inglese Chris Jordan ha creato un ciclo di opere assemblando i rifiuti in materiale plastico trovati sulla costa del Pacifico.
“Gyre” è la prima opera di una mini-serie di immagini che il fotografo Chris Jordan ha creato utilizzando frammenti di plastica scelti durante le sue esplorazioni sulle spiagge dell’Oceano Pacifico.
Questo primo lavoro riproduce il capolavoro di Hokusai “The Great Wave off Kanagawa”. La sua tavolozza è alquanto insolita: al posto dei colori Jordan ha infatti utilizzato 2.4 milioni di pezzi di plastica, ossia il numero stimato di frammenti di plastica che affluiscono ogni ora negli oceani di tutto il mondo.
La volontà del fotografo è quella di sensibilizzare la cittadinanza sulla questione dei rifiuti in plastica che affollano le acque mondiali.
Uno studio commissionato da Greenpeace, in collaborazione con il College di Farmacia dell’università Nihon, a Chiba, ha quantificato la plastica che finisce sulle spiagge, a causa dell’inciviltà di turisti e naviganti, o per mano di smaltitori illegali di rifiuti, nel 10% di quella prodotta ogni anno (10 milioni di tonnellate in tutto il mondo).
Questi rifiuti divengono delle “vere e proprie bombe chimiche – si legge nello studio - : assorbono molti dei più pericolosi agenti chimici inquinanti che si trovano disciolti nell'oceano. Un animale che mangia per sbaglio questi frammenti di plastica si trova quindi ad essere esposto ai composti chimici pericolosi concentrati su ogni frammento”.
M.C.



