Il 30 giugno sono stati apposti i sigilli ai lavori di costruzione dell’inceneritore di Uguzzolo, a ridosso di Parma. L’ipotesi che sarà vagliata dalla magistratura è quella di abuso edilizio. Sembra infatti che la costruzione non rispetti i termini della legge in materia di costruzioni edili.
Già la scorsa settimana gli avvocati Allegri e De Angelis avevano depositato in procura un esposto, “segnalando la micidiale lacuna riguardante il titolo edilizio”. L'Assessore all’Urbanistica del Comune di Parma, Manfredi, ha precisato che eventuali provvedimenti di sospensione definitiva dei lavori potranno essere adottati solo a conclusione dell'iter di verifica e di richiesta di chiarimenti, per il quale il Comune ha assegnato a Iren, la società multi servizi che sta procedendo alla costruzione dell’impianto, 48 ore di tempo.
L’impianto è localizzato proprio a ridosso dei colossi della trasformazione agroalimentare emiliana e per questo i comitati cittadini – riuniti dalle associazioni Gestione Corretta Rifiuti (CGR) e Risorse di Parma – hanno da subito contrastato il progetto, presentando ben 6 istanze presso il tribunale di Parma.
Facendo leva sull’argomento edilizia il CGR è riuscito ad ottenere, questa volta, una parziale vittoria. In una sua nota, il Comitato ha infatti dichiarato che “se il Tribunale confermerà l’opinione di De Angelis e Allegri, rimangono due strade: il sigillo del cantiere e l’abbattimento dell’opera o la sanatoria dell’abuso ex post che la legge consente corrispondendo al Comune di Parma un importo pari al doppio delle opere fin qui realizzate come risarcimento del danno subito”. Il Comitato riferisce inoltre che “lo stesso direttore generale di Iren Andrea Viero, quando minacciava penali, ha più volte dichiarato pubblicamente che la sua società aveva già speso per l’inceneritore più di 120 milioni di euro (comprensivi di opere civili e macchinari)”.
M.C.




