Di cosa si cibano i pesci che abitano i fondali dell’Oceano Pacifico? Una spedizione dell’Istituto californiano Scripps di Oceanografia ha rilevato la presenza di frammenti di plastica nello stomaco di molte delle specie marine che vivono in questo habitat.
La spedizione, durata 20 giorni, ha attraversato 132 'stazioni' compiendo un percorso di 2.375 km nell'oceano. Gli esemplari analizzati sono in totale 141 (appartenenti a 27 specie marine diverse) che vivono nella North Pacific Subtropical Gyre, la corrente che contiene il famigerato Pacific Trash Vortex (l’isola galleggiante composta di immondizia, in particolare di plastica).
Il 9,2% dei pesci catturati aveva nello stomaco frammenti di plastica di grandezza inferiore a un’unghia umana: troppo piccoli per determinarne la natura. Del resto la caratteristica che rende la plastica particolarmente pericolosa è la fotodegradazione a cui va incontro con il passare del tempo, ossia la riduzione in frammenti sempre più piccoli a causa dell’azione della luce del sole e delle onde.
In totale la ricerca ha stimato in 24mila tonnellate la quantità di plastica ingerita ogni anno dai pesci del Pacifico. Gli autori dell'analisi spiegano però che tale quantità “è probabilmente sottostimata perché la plastica può essere rigurgitata o espulsa da molti pesci”, senza contare le morti causate da tale indigesto “alimento”.
Sempre secondo gli studiosi “la specie più colpita sembra essere il 'pesce lanterna', che vive tra i 200 e i 1000 metri di profondità di giorno, risalendo in superficie solo di notte - continua l'articolo. Notizia molto ancor più preoccupante se si considera che proprio il pesce lanterna è la specie che connette il plancton con gli anelli superiori della catena alimentare".
M.C.




