Il nord e le donne si dimostrano più attenti e sensibili alla differenziazione dei rifiuti domestici, mentre il riciclo dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) ed in particolare dei PAED (Piccoli Apparecchi Elettronici Domestici) stenta a raggiungere la media europea. Due indagini hanno ritratto il comportamento degli italiani riguardo alla gestione dei rifiuti.
La Fondazione Univerde ha commissionato alla società Ipr-Marketing una ricerca che conferma come le donne di tutto il Paese siano più sensibili alle tematiche ambientali in generale, in particolare alla questione dei rifiuti. Viene anche ribadito il divario tra Nord e Sud: per la raccolta differenziata i più attivi sono i residenti al Nord, mentre la quota più alta di cittadini che dichiara di non differenziare i rifiuti è al centro (20%). Antonio Noto, direttore Ipr-Markenting afferma come “Il comportamento al riciclo è condizionato dall’area geografica, dove vince il Nord, ma anche dal sesso nel senso che le donne sono convinte che l’operazione del riciclo sia eticamente accettabile”.
L’indagine ha mostrato anche come i giovani siano più abituati a riciclare carta o a preferire imballaggi meno ingombranti, mentre i 35-54enni riciclano gli abiti. Infine le opinioni degli intervistati hanno mostrato come vi sia una effettiva consapevolezza riguardo alle scelte più sostenibili nella gestione dei rifiuti: differenziata e riciclo battono gli inceneritori 60 a 7 e solo nell'1% delle risposte si è riscontrata una maggiore richiesta di discariche. Anche la domanda di educazione è forte, in particolar modo per gli over 54 (66%) e i residenti al Nord (65%).
Un altro studio, realizzato da ReMedia e GFK Eurisko, in collaborazione con ASSORAEE e Remade in Italy, restituisce una fotografia aggiornata al 2010 della situazione italiana dei RAEE, soffermandosi soprattutto sui Piccoli Apparecchi Elettronici Domestici (PAED).
Su quest'ultima particolare tipologia di RAEE, lo studio sottolinea come solo 37 mila tonnellate di rifiuti di PAED siano state avviate al riciclo nel 2010 su un totale immesso sul mercato di 220 mila tonnellate. Il tasso di raccolta di questa categoria risulta essere tra i più deboli dell’intero comparto dei RAEE, pur essendo in crescita del 21% rispetto all’anno precedente. Il dato risulta ancor più significativo se viene comparato con quello europeo. La raccolta dei PAED in Italia è infatti tra le più basse d’Europa: 16,8% contro 26%, ovvero se la media di raccolta in UE è di 1kg ogni 4 acquistati, l’Italia si ferma a 1kg ogni 6.
M.C.




