Creare nuove stazioni meteorologiche per monitorare pluviometria e siccità, rilanciare lo sfruttamento delle acque sotterranee ma soprattutto rafforzare la cooperazione regionale: sono le prime proposte del Comitato permanente interstatale per la lotta alla siccità nel Sahel (Cilss) al termine di una riunione tenuta a Nouakchott. Alla luce di un grave deficit di piogge durante l’ultima stagione umida che fa temere un deteriorarsi della sicurezza alimentare su scala regionale, il Cilss ha già convocato un nuovo incontro per il 20 novembre a Cotonou.
Mauritania, Burkina Faso, Ciad e Niger sono i paesi più colpiti da una stagione umida che quest’anno, da aprile a ottobre, è stata particolarmente breve, con piogge irregolari che hanno anche danneggiato buona parte delle colture.
I nove ministri dell’agricoltura dei paesi membri del Cilss hanno lanciato l’allarme per la carestia che nei prossimi mesi potrebbe colpire milioni di persone nel Sahel, una regione che soffre di malnutrizione cronica oltre ad essere fortemente dipendente da costose importazioni di riso e grano.
Secondo il Programma alimentare mondiale (Pam) in Mauritania almeno un quarto della popolazione, circa 700.000 persone, sono già in preda a un’insicurezza alimentare severa: per fronteggiarla il governo ha varato un piano di intervento di 100 milioni di euro e annunciato la vendita a prezzo fisso di prodotti di prima necessità. In Niger almeno otto regioni a vocazione agro-pastorale hanno annunciato un forte calo dei raccolti e un milione di persone hanno già bisogno di aiuti alimentari urgenti. Stesso scenario in Burkina Faso dove un terzo dei comuni, ben 146 su 351 , ha registrato un forte deficit produttivo di cereali vitali per la sopravvivenza della popolazione.
Per affrontare la nuova crisi i paesi del Cilss, organismo regionale istituito nel 1973 con l’obiettivo di investire nell’agricoltura e di lottare alla desertificazione e siccità, hanno avviato consultazioni con la Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao). Dalla prossima riunione di Cotonou dovrebbe uscire un piano di azioni concrete in risposta alla critica situazione alimentare dell’intera regione.
FONTE: www.misna.org




