Consumo del suolo: WWF e FAI presentano il dossier "Terra rubata, viaggio nell'Italia che scompare"

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"È il peggiore allarme per il nostro territorio, più che incendi, bracconaggio e inquinamento" così Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia, definisce il problema del consumo del suolo in Italia.
 
Nel Dossier "Terra rubata, viaggio nell'Italia che scompare" Wwf Italia e FAI snocciolano i dati tutt'altro che rassicuranti sul consumo del nostro territorio e individuando nella lotta al cemento selvaggio uno strumento efficace per salvare il paesaggio e l'ambiente in Italia. 

Un'emergenza suffragata dai dati. "Dal 1948 ad oggi il territorio è stato violentato con 4,5 milioni di edifici irregolari, 75mila l'anno, 207 al giorno", si sottolinea nel Dossier. Preoccupa anche il dato sul rischio desertificazione che ha raggiunto il 12,7% di "vulnerabilità" a livello nazionale.  

Se si dovesse continuare ad edificare con il ritmo attuale nei prossimi 20 anni la superficie occupata dalle aree urbane crescerà di circa 600.000 ettari, pari ad una conversione urbana di 75 ettari al giorno, raffigurabile come un quadrato di 6400 kmq, sostengono gli studiosi delle due associazioni ambientaliste. 

Con il Dossier le associazioni hanno voluto, nuovamente, evidenziare i rischi di una continua erosione delle aree verdi e proporre una road map anti-cemento che ponga un freno all' edificazione selvaggia.

Tra le proposte: Severi limiti all’urbanizzazione nella nuova generazione di piani paesistici e, in attesa della loro definitiva redazione, moratoria delle nuove edificazioni su scala comunale; censimento degli effetti dell’abusivismo edilizio su scala comunale; Cambi di Destinazione d’Uso solo se coerenti con le scelte in materia di ambiente, paesaggio, trasporti e viabilità; estensione da 300 a 1000 metri dalla linea di battigia del margine di salvaguardia; difesa dei fiumi non solo attraverso il rispetto delle fasce fluviali ma con interventi di abbattimento e delocalizzazione degli immobili situati nelle aree a rischio idrogeologico.

Clicca qui per leggere nel dettaglio il Dossier "Terra rubata, viaggio nell'Italia che scompare"
 
G.B.
 
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Con l’Occhio del Riciclone il 5 x 1000 delle tue tasse finisce in un (ri)-ciclo virtuoso che non finisce mai...


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Il 5 per mille dell'IRPEF è un costo aggiuntivo per il contribuente?

No. Se il contribuente non firma nell'apposito riquadro del 5 x 1000, questo rimane allo Stato. Firmando uno dei riquadri presenti nei moduli per la dichiarazione dei redditi e inserendo il codice fiscale dell'associazione prescelta il contribuente sceglie a chi destinare questa quota.

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Se non viene indicato il codice fiscale il tuo 5 x mille non sarà destinato ad Occhio del Riciclone.

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