Roma, domenica 1 aprile dalle 16.30
La Rete ONU (Rete Nazionale Operatori dell'Usato) Coordinamento Regionale del Lazio organizza:
"L'Usato come modello di economia ecologico e solidale"
Dibattito e proiezioni di video-inchieste e documentari:
-"Porta Portese - Il mercato della speranza" di Fabio Caramaschi e Silvia Caracciolo;
-"Il popolo dei Rovistatori" a cura di Rossella Santilli (Giornalista Tgr Lazio)
-"La miniera d'oro" di Livia Parisi (Giornalista Free Lance).
All'iniziativa interverranno gli autori dei filmati, esponenti locali del settore e rappresentanti nazionali della Rete ONU.
L’incontro si svolgerà all’interno della “Tre giorni di altra economia indignata” presso la CAE (Città dell’Altra Economia) Largo Dino Frisullo, Roma, Sala Conferenze Renato Biagetti (ingressi da via di Monte Testaccio e Lungotevere Testaccio).
«Usato come nuovo, usato perché è ecologico, usato perché non posso fare altrimenti, usato perché mi ricorda qualcosa o qualcuno: le cose hanno una vita che ci riguarda da vicino. Molto di più di quanto crediamo. Potrebbero essere loro il fulcro della civiltà del terzo millennio.
Non facciamo mai caso che in albergo, al ristorante, al bar, al cinema, dormiamo tra lenzuola e mangiamo in piatti già usati centinaia di volte, ci mettiamo in bocca posate che altri hanno già utilizzato, ci accomodiamo su sedie e poltrone che hanno già sostenuto molti altri corpi. L’appartamento dove viviamo, se non è di nuova costruzione, è già stato abitato da molte altre famiglie. Le città che frequentiamo sono già state utilizzate per centinaia o migliaia di anni. L’intero pianeta è stato ed è usato e condiviso da miliardi di altri esseri umani. Dono, baratto, condivisione, abbandono, esproprio e saccheggio hanno da sempre un peso molto maggiore di quanto si pensi: l’atteggiamento, i sentimenti e le finalità che accompagnano queste azioni ci svelano la realtà del nostro rapporto con le cose, che è quasi sempre carico di senso e di affetti, ben più delle pulsioni o dei ragionamenti che guidano all’acquisto del ‘nuovo’, dove prevalgono invece sensazioni e scelte imposte dal mercato. Ma il riuso ha potenzialità nascoste: perché le cose che scartiamo ogni giorno sono tantissime e perché il recupero conviene sia a chi cede che a chi acquisisce, riduce il prelievo di materie prime e la produzione di rifiuti, promuove condivisione e commistione di gusti e stili di vita, aumenta l’occupazione. Promuovere il riuso si può fare in breve tempo e con poche risorse.»
Guido Viale “La civiltà del riuso”
Per maggiori info:
www.reteonu.it
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