La monnezza di Trastevere, così finisce un rione

E-mail Stampa PDF

Fonte: Corriere della Sera 01.05.2012

Bottiglie rotte, tovaglioli, coppette di gelato e il vomito degli ubriachi di turno. All'alba migliaia di uccelli contendono ai topi gli avanzi di cibo sparsi la sera prima.

Di MAURIZIO CAPRARA

ROMA - Mentre si discute su dove chiudere o aprire una nuova discarica, a Roma in verità se ne è creata di fatto un'altra: nel centro storico. Ufficialmente non esiste: è di rifiuti che rimangono appoggiati per terra alcune ore e poi portati via. Ma dato che nell'arco della stessa giornata altri rifiuti arrivano a rimpiazzarli, lo sporco ha una durata di vita simile a quella di tante orribili insegne di bar, ristoranti e negozi teoricamente non fisse: si staccano per una minoranza delle ore della giornata, quando il locale chiude, per il resto imbruttiscono scorci meravigliosi in gran parte del tempo.

Quelle che vedete sono immagini della mattina in un sabato qualunque di questa primavera. Se fossero state scattate di domenica la stratificazione dell'immondizia sarebbe anche maggiore. Ma danno l'idea di ciò che, nell'inerzia delle istituzioni, è diventata l'ordinarietà: la licenza di sporcare, la scelta politica condivisa a destra e a sinistra di non tener conto di quale è la quantità di esercizi tollerabili in un determinato punto di Italia senza alterarne l'equilibrio ambientale. La mancanza di un progetto urbanistico che non sia dettato dal beneficiare di una bulimia di clienti da parte di piccoli drappelli di sedicenti imprenditori (d'assalto o di semplice rendita di posizione a seconda dei casi, di certo estranei alla tradizione di bar e ristoranti seri che non viene tutelata dall'attuale stato di cose).

Non si capisce perché, la rimozione di questa sporcizia che non dovrebbe neanche essere prodotta e concentrata in un'unica zona debba essere pagata con le tasse da tutti. Non si capisce perché passi per sogno utopista ipotizzare che un vigile o una qualunque autorità pubblica sanzioni chi butta per terra una bottiglia, una coppetta di gelato o un tovagliolo, ma spesso anche un bicchiere di vetro che regolarmente si rompe e può tagliare mani e ginocchia a bambini se scivolano. A pochi chilometri da noi, in città grandi e piccole del Nord Italia o anche soltanto dell'alto Lazio, quel sogno non richiede neppure il ricorso a multe. Si realizza da solo: quando non avviene per sufficiente educazione civica, basta la sola consapevolezza che la maleducazione verrebbe punita. Nelle capitali del resto d'Europa, lo stesso.

Sta prendendo consistenza un cupo fenomeno che poesia e stornelli non hanno ancora avuto modo di descrivere. Tra la fine della notte e le luci dell'alba, migliaia di uccelli che un tempo erano forza e dinamismo della natura e adesso sono un effetto indotto dell'inquinamento - corvi, gabbiani, piccioni - approfittano dell'assenza di umani in strada per contendere ai topi, in giro nelle ore precedenti, gli avanzi di cibo sparsi da quella caciara alla quale, senza motivo, si dà l'onorevole nome di movida. Patatine, pezzi di pizza, coni gettati di gelato, vomito. Sì, vomito. Perché in certi punti del centro la mattina dà i risultati di una tombola al contrario: alcuni condomini, al posto della fortuna, si troveranno davanti al portone un tappetino di vomito dell'ubriaco di turno. Fa schifo dirlo, e fa schifo anche scriverlo su un giornale: ma è ormai abituale che questo si aggiunga alla sporcizia di bisogni non canini (né di volatili) scaricata tra un vaso di piante e l'altro anche di giorno e non soltanto di notte. Sono ragazzi attirati dalla caciara sulla quale alcuni si arricchiscono, venditori ambulanti di merci contraffatte, turisti senza alternative a dare il cambio ai cani nella produzione di escrementi da strada.

La caccia degli uccelli all'avanzo di cibo va avanti fino a quando, nelle prime ore della mattina, i netturbini ripuliscono a spese della città intera quanto le maleducazioni varie e l'acquiescenza delle forze preposte e far rispettare le norme hanno permesso si accumulasse. Per poco tempo, le scale della fontana di Santa Maria in Trastevere, il circondario di quel poveraccio di Giordano Bruno a campo de' Fiori e altri gioielli della capitale di un Paese del G8 riacquistano fiato. Non a lungo, però. Perché nel corso delle ore, già dalla mattina, i rifiuti torneranno a usufruire del loro permesso oggettivo di lunga sosta che, seppure con turni, li renderà parte del luogo. Le forze dell'ordine, se contattate da cittadini, spesso riterranno quasi offensivo essere invitate a multare chi lascia qualcosa per terra. Proteggere il centro storico di una delle più belle città del mondo affinché non diventi centro discarica? Che incarico di basso prestigio. Chissà perché, quando a nessuno verrebbe in mente di considerare umiliante il compito di catturare ladri di statue antiche o di altre bellezze assegnato ai carabinieri del nucleo per la tutela del Patrimonio artistico.

Quanto vedete è il lascito di una notte in via della Scala, soprattutto all'angolo con vicolo del Cinque, dove ogni notte musica ad alto volume esce dai bar senza rispettare l'obbligo di chiudere le porte. La cassetta postale vicino a Santa Maria meriterebbe di essere un francobollo: è l'immagine di ciò a cui è stato ridotto il principio di servizio pubblico. Beato il giapponese che riesca a riconoscere la cassetta postale per tale, perché da noi, rispetto al suo diritto di mandare una cartolina, si privilegia quello autoattribuitosi da un noleggiatore di camere a farsi propaganda imbrattando con un manifestino il lato dalla cassetta risparmiato da scritte e adesivi pubblicitari. Chissà come fanno, nel sapere che questo accade, i nostri amministratori locali di Comune e Municipio e i responsabili dei vigili a farsi la barba o a truccarsi. Insomma, a guardarsi allo specchio. La storia non li ricorderà certo tra i difensori di Roma, né tra i motori del suo sviluppo, per aver così generosamente garantito cibo agli uccelli.

 

 

 
home formazione.jpg

NON BUTTARE IL TUO 5 X 1000:RIUSALO!

Con l’Occhio del Riciclone il 5 x 1000 delle tue tasse finisce in un (ri)-ciclo virtuoso che non finisce mai...


L’Occhio del Riciclone promuove una gestione dei rifiuti totalmente ispirata alla sostenibilità ambientale, facendosi promotore dell’attuazione di politiche di Riutilizzo fondate sull’emersione e il coinvolgimento delle economie popolari.

Occhio del Riciclone si dedica a educare e sensibilizzare bambini, ragazzi e adulti sui temi del Riutilizzo degli scarti.

Con la tua firma e il nostro codice fiscale parte delle tue tasse, che andrebbero comunque allo Stato, saranno utilizzate per dar vita a pratiche virtuose di cui beneficiano la società, l’ambiente e le future generazioni.

Firma nel riquadro di pertinenza delle ONLUS, (il primo in alto a sinistra intitolato "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale...") e scrivi nello spazio sotto la firma il Codice Fiscale di Occhio del Riciclone 97329690586

 

INFORMAZIONI SUL 5 PER MILLE

Il 5 per mille dell'IRPEF è un costo aggiuntivo per il contribuente?

No. Se il contribuente non firma nell'apposito riquadro del 5 x 1000, questo rimane allo Stato. Firmando uno dei riquadri presenti nei moduli per la dichiarazione dei redditi e inserendo il codice fiscale dell'associazione prescelta il contribuente sceglie a chi destinare questa quota.

Il 5 per mille sostituisce l'8 per mille?

La scelta di destinare il 5x1000 e l'8 per mille non sono in alcun modo alternative fra loro; si possono scegliere indipendentemente l'una dall'altra.

Cosa devo fare per donare il mio 5 per mille all'Associazione Occhio del Riciclone Italia ONLUS?

E' semplicissimo: basta firmare nel riquadro di pertinenza delle ONLUS, (il primo in alto a sinistra intitolato "Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, ...") e specificare il codice fiscale di Occhio del Riciclone (97329690586) nello spazio sotto la firma.

Che succede se firmo soltanto senza indicare il codice fiscale?

Se non viene indicato il codice fiscale il tuo 5 x mille non sarà destinato ad Occhio del Riciclone.

Dove posso avere tutte le informazioni sulla normativa che regola il 5 per mille?

Basta andare sul sito dell'Agenzia delle Entrate all'indirizzo www.agenziaentrate.it.

Occhio del Riciclone
via dei Quintili, 25 - 00175 Roma

tel e fax: 06/97840466
mail:riusare@yahoo.it
sito:www.occhiodelriciclone.com

 

 

 


Banner