Edifici a "energia zero" (o quasi) entro la fine del 2020. E' lo scenario illustrato nel corso dell' Innovation Cloud, il salone delle energie rinnovabili, tenutosi a Milano dall' 8 al 10 maggio.
Secondo le direttive europee, gli edifici ad energia quasi zero sono immobili ad alte prestazioni con un bassissimo fabbisogno energetico che può essere coperto in parte o completamente da fonti rinnovabili. L'obbiettivo è quello di incentivare, per edifici pubblici o ad uso pubblico di nuova costruzione, in tutta Europa, già per la fine del 2018, nuove soluzioni costruttive.
Il percorso di efficientamento energetico dovrà essere avviato anche per il patrimonio edilizio esistente. Interventi in questo ambito equivarrebbero ad una vera e propria rivoluzione se si considera che gli edifici sono responsabili di circa il 40% del totale dei consumi energetici in Europa.
Durante il convegno Nextbuilding sono stati selezionati i lavori di progettazione avanzata provenienti da Austria, Germania, Svezia, Olanda, Polonia e Danimarca (nessuno ancora, purtroppo dall'Italia) e consegnati i premi del GreenBuilding Award, il concorso del Joint Research Centre della Commissione Europea.
I vincitori sono stati selezionati tra le oltre 112 proposte pervenute sulle nuove formule costruttive per arrivare ad edifici ad energia zero.
Secondo Lorenzo Pagliano del Politecnico di Milano, coordinatore di Nextbuilding, ''Oltre al beneficio economico dato dal risparmio sulle bollette per i proprietari degli immobili, investire in questa nuova edilizia porterà vantaggi per l'economia nazionale, sotto forma di minori importazioni d'energia e di un aumento dell'occupazione nel settore''.
G.B.