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Giornate di raccolta e Ridistribuzione
straordinaria e gratuita di rifiuti ingombranti
10 ottobre 2004 +foto
17 aprile 2005 +foto
8 maggio 2005 +foto
Il Riutilizzo dei materiali come alternativa
alla discarica
Carta17 05.05.2005
Dal Rifiuto al Riuso
di Pietro Luppi
Il 17 Aprile l’Occhio del Riciclone ha ridistribuito il 70% degli scarti
conferiti in occasione della raccolta straordinaria nel Municipio Roma XI
Avevamo annunciato l’inizio della distribuzione alle
14, ma il 17 Aprile alle 13,30 dietro il cancello del parcheggio del
Municipio Roma XI c’era già un sacco di gente.
“Duecento persone? Duecentocinquanta?”. Ce lo
chiedevamo con una certa preoccupazione: come gestire una tale folla? Nel
corso della prima edizione dell’iniziativa “Dal
Rifiuto al Riuso” le persone erano di meno e,
soprattutto, non si erano presentate tutte assieme! Nonostante la minore
partecipazione, il 10 Ottobre del 2004, in occasione della raccolta
straordinaria di rifiuti ingombranti organizzata da AMA nei municipi
dispari, l’Occhio del Riciclone era riuscito a
ridistribuire il 50% del totale degli scarti conferiti nell’undicesimo municipio.
Il 17 Aprile, quando abbiamo aperto il cancello, a disposizione della gente
c’era una vera e propria montagna di beni riusabili:
armadi, tavoli, sedie, comodini, reti da materasso, materassi, lavatrici ,condizionatori d’aria,
televisioni, computers, stampanti, sci, scarpe,
scarponi, vestiti, biciclette, libri…tonnellate e tonnellate di roba! Normalmente, nel
corso delle raccolte straordinarie, buona parte del materiale riusabile
finisce nel compattatore, che maciulla i “rifiuti ingombranti” e ne restringe le dimensioni per
facilitare il loro seppellimento in discarica, oppure, nella migliore delle
ipotesi, viene messo nei cassoni per i “rifiuti
legnosi” e in quelli per i “rifiuti ferrosi”, che
vengono differenziati per poi essere avviati alle filiere del riciclaggio
industriale. I computers, i televisori e gli
altri oggetti elettronici non ancora arrivati al loro “fine vita” vengono invece conferiti in un cassone specifico per
i rifiuti elettronici, che vengono parzialmente smontati per isolare le
parti pericolose e metterle in sicurezza.
Domenica 17 Aprile è andata diversamente: l’80%
dei materiali diretti al compattatore e circa il
30% di quelli diretti al differenziato sono stati destinati al riuso. Al
termine della raccolta, alle ore 13, il 70% di tutti gli scarti conferiti in mattinata si trovava nel lato sinistro del
parcheggio, accatastato con ordine e pronto per essere distribuito
gratuitamente. Alle 13,30, mentre ci cambiavamo
gli abiti inzuppati dalla pioggia che ci ha accompagnato durante le
operazioni di smistamento, ragionavamo sul come distribuire le centinaia di
mobili, oggetti ed elettrodomestici che si trovavano alle nostre spalle.
Avevamo previsto un flusso di persone moderato ma costante che, grazie al
nostro supporto, avrebbe ritirato con ordine i materiali a disposizione. Dietro il cancello, invece, oltre duecento persone premevano e
gridavano per entrare, pronte a schizzare a tutta velocità verso le merci
gratuite non appena avessimo aperto il cancello. Per evitare troppa
confusione e per impedire a pochi individui di caricare furgoni interi
lasciando gli altri con un palmo di naso, abbiamo adottato un sistema
sperimentale: in primo luogo abbiamo fatto entrare tutti nel parcheggio,
rigorosamente senza macchine o altri mezzi di trasporto, in secondo luogo,
sorvegliando le operazioni, abbiamo lasciato
scegliere alle persone ciò che desideravano. Quando
tutto il parcheggio era diviso in mucchietti bene ordinati, abbiamo riaperto
il cancello consentendo alle macchine di entrare per caricare le cose e
portarle via. Quando abbiamo riaperto il cancello era trascorsa mezz’ora dall’inizio
della distribuzione, e gran parte della roba che avevamo selezionato per il riuso era sparita, volatilizzata! Il residuo è stato
distribuito più lentamente nel corso delle ore successive, a cancello
aperto. Alle 17, quando gli operatori dell’AMA si sono presentati a raccogliere
gli avanzi della distribuzione compiuta dall’Occhio del Riciclone, hanno trovato
poco o niente: due divani completamente inzuppati per colpa della pioggia
della mattina, un armadio di ferro troppo pesante e arrugginito, un bel
monopattino purtroppo privo di una rotella, qualche monitor dall’età molto avanzata, e poco altro.
In tre ore di distribuzione la quasi totalità degli scarti differenziati
per il riuso sono stati regalati a circa 400 persone. Fra queste c’erano molti migranti e occupanti di case, un gran numero di
giovani coppie in cerca di generi d’arredamento,
un buon numero di anziani, una ventina di nomadi
del campo di Vicolo Savini, tanta gente comune e,
infine, una discreta rappresentanza di persone evidentemente benestanti. Il
10 Ottobre a caricare il maggior numero di materiali erano stati due
furgoni: quello di una famiglia di nomadi e, in misura maggiore, quello del
presidente dell’Associazione
dei Commercianti di Via Giulia.
I materiali riusabili che vengono conferiti tra
gli scarti non sempre sono quelli che valgono di meno, ovvero quelli che
sono desiderati sopratutto da chi non ha nulla; in mezzo all’“immondizia” si trovano
infatti di frequente mobili ed oggetti di antiquariato e di modernariato,
che raggiungono il loro mercato “ufficiale” di riferimento solo dopo aver
percorso
una filiera anomala: trovati nei cassonetti o svuotando le cantine vengono
venduti a prezzi stracciati a Porta Portese o nei
mercatini abusivi e successivamente, passando per le mani di vari
rivenditori, aumentano gradualmente di prezzo fino ad arrivare nei negozi
di antiquariato e modernariato o nei mercatini più rinomati e costosi. Ma
la maggior parte del riusabile non è antico né d’epoca: si tratta di oggetti e di accessori che vengono
venduti nei lenzuoli o nei banchi dei cosiddetti “pulciari”,
o di mobili
ed elettrodomestici distribuiti nei negozi che lavorano con il sistema del
conto terzi.
A Roma l’industria dell’usato è
composta da migliaia di operatori i quali, sommati fra loro, fatturano ogni
anno decine di milioni di euro riusando migliaia di tonnellate di
materiale. Perché non fare i passi necessari per
coinvolgerli nella gestione dei rifiuti? Nel dibattito politico il riuso è assente: eppure esso rappresenta l’opzione in assoluto più ecologica. Di fronte al riuso, inoltre, sia il riciclaggio che la termovalorizzazione diventano economicamente
sconvenienti. Se ci troviamo tra le mani un
comodino di legno massello, che senso ha ridurlo in pallets
per poi creare del pessimo truciolare? E, allo
stesso modo, che senso ha ficcarlo su per un camino se questo può essere
rivenduto a 30 o 40 euro?
Si tratta di un problema economico e culturale: termovalorizzazione
e riciclaggio possono essere praticate solo da chi
possiede i capitali sufficienti a praticare forme di trattamento dei
rifiuti che richiedono un alto livello tecnologico; il riuso garantirebbe
maggiori entrate, ma queste, anziché finire in poche mani, si “disperderebbero” a favore di una quantità innumerevole di
operatori i quali ,integrati nella gestione dei rifiuti, ammortizzerebbero
drasticamente i costi necessari a reperire le loro merci.
Ma il problema più che economico è culturale: nel ceto medio e nel ceto
alto della nostra società, ovvero nelle fasce sociali che maggiormente
producono funzionari, quadri, politici, accademici, giornalisti e
ambientalisti, semplicemente non esiste la coscienza della ricchezza che si
cela nell’immondizia.
Tale consapevolezza esiste invece tra gli abitanti delle periferie estreme,
tra i baraccati, tra gli occupanti di case, tra i rigattieri abusivi, tra i
migranti,
tra i nomadi e tra alcune categorie di artisti.
L’Occhio del Riciclone è
proprio questo: il tentativo di mettere in rete in rete i “recuperatori dal basso” di Roma, l’elaborazione e lo
studio delle loro idee e, infine, la lotta perché queste vengano messe in pratica,
al fine di creare un circuito del riuso capace di contribuire a un
superamento sostenibile dell’emergenza rifiuti della città.
riusare@yahoo.it
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